Intervista a Antonio Valerio a cura di Rodolfo Melogli

 

Modena, 24 settembre: Antonio Valerio solleva il trofeo del Campionato Italiano 2006 di Coloni di Catan. Una vittoria non casuale: già nel 2003 aveva conquistato il medesimo titolo. Nel 2004 e nel 2005, invece, si era imposto Francesco Ferrari, capace di aggiudicarsi nel 2004 anche il Campionato Mondiale in Germania. Antonio, in esclusiva per il Club Coloni di Catan, racconta la sua vita e le ultime, bellissime, avventure…

 

Antonio Valerio, chi sei? Sono nato a Barletta, ma da tre anni vivo a Milano. Diplomato in pianoforte, matricola di Comunicazione e Società, impiegato. Nel mondo del gioco ho cominciato ad organizzare tornei cittadini ai tempi del liceo, poi nel 2000 ho cominciato a fare sul serio e da allora ne ho organizzati tantissimi, non li ho mai contati, forse un centinaio, in tutta la Puglia e in tutta Italia con OKGiocaCon (www.okgiocacon.it), ma allora era solo Risiko! Poi ho conosciuto I Coloni di Catan, e ho subito vinto il Campionato Italiano, nel 2003, arrivando alle semifinali al Mondiale; quest’anno ho rivinto a Modena ma ad Essen (Germania, n.d.r.) le semifinali mi sono sfuggite per un’inezia. Trovate tutto su di me sul sito www.admea.it, dal quale potete scaricare gratuitamente anche alcune mie canzoni (sono cantautore…).

 

I Coloni di Catan: quando hai iniziato e cosa ne pensi? Ci ho giocato la prima volta ai Giochi Sforzeschi del 2002, coinvolto dalla famiglia Zucco, miei grandi amici nelle “trasferte” ludiche; mi è piaciuto subito perché completamente diverso dai giochi che conoscevo e soprattutto facile ma strategico; infatti riesco a farci giocare chiunque dopo pochi minuti, piace a tutti, in quanto non è solo competitivo, ma anche “collaborativo” e la relazione tra i giocatori, con le trattative e gli scambi, è continua, cosicché è uno dei pochi giochi che piace anche alle donne; secondo me (ma è un parere assolutamente personale) è il gioco più completo, pertanto lo pongo al primo posto nella mia classifica personale.

 

Il Campionato Italiano 2006: qualificato il venerdì, quasi sempre vincente il sabato e la domenica. Quali le tue sensazioni durante la 3 giorni di Modena? In realtà ero già qualificato, essendo giunto secondo in un altro torneo, e avendo avuto l’assicurazione dal vincitore della sua assenza, ma io ho bisogno di “riscaldamento”, di essere concentrato totalmente su quello che faccio per dare il meglio, perciò il torneo di venerdì mi è servito per rodarmi, e poi nel week-end è filato tutto liscio; devo ammettere, anche con molta fortuna ai dadi. Il livello medio dei giocatori è aumentato parecchio in questi anni; posso affermare tranquillamente che molti dei 40 a Modena non sfigurerebbero ad una competizione mondiale, pertanto quest’anno è stata davvero dura, ma senza presunzione devo confessare che ero sicuro di farcela, avevo quella convinzione e determinazione che ti danno una spinta in più.

 

Due volte campione italiano nel giro di 4 anni: un caso? Catan è davvero un gioco di fortuna se vincono sempre le stesse persone (vedi Francesco Ferrari)? A questo proposito devo raccontare un aneddoto. Avendo vinto nel 2003, non ho potuto partecipare a nessun torneo di qualificazione, perciò prima del nazionale (mi ero trasferito da poco a Milano) ho chiamato Francesco per chiedergli se volesse giocare qualche partita; non conosceva propriamente le regole, in quanto le aveva “personalizzate”: non l’ho mai battuto… Gli ho telefonato il giorno prima della selezione di Milano per ricordargli di partecipare e… sapete tutti com’è andata (vincitore del Campionato Italiano e poi di quello Mondiale, n.d.r). Francesco è un vincente, spero per lui che lo sia anche nella vita, perché ho molta stima di lui ed è un amico per me; lui è al livello dei vari Sander, Arnold, Sorensen: non vi dico chi sono e cosa hanno vinto, ma posso assicurare che al mondiale loro ci sono sempre, e che i giapponesi sono tutti fortissimi. Insomma, la componente fortuna c’è (io ad esempio quest’anno ad Essen non sono riuscito a chiudere due partite quando ero in testa a 9 punti), ma la strategia è fondamentale.

 

A tal proposito, quanto conta il piazzamento iniziale? Usi qualche tattica particolare? Che percentuale dai alla fortuna? Il piazzamento iniziale è fondamentale, non la posizione, poiché a seconda della mappa e delle scelte degli altri giocatori si possono scegliere i vertici migliori indipendentemente dal turno di gioco; io non uso tattiche particolari, dovendo adattarmi necessariamente, come gli altri, alle scelte altrui e alla mappa, però non ricordo di aver mai vinto una partita senza essermi piazzato inizialmente sulla roccia; inoltre non costruisco quasi mai su un porto, ma cerco di raggiungerne uno con le colonie successive.

La fortuna ai dadi, come nel Risiko!, può essere decisiva nella singola partita, ma non nel torneo; chiaro che se per singola partita si intende una finale… Dovendo assegnare una percentuale di componente fortuna nel gioco, secondo me varia dal 20 al 50%, a seconda delle partite.

 

Il mondiale di Essen: ben pochi sono stati lì. Dopo la tua doppia esperienza, come lo descrivi? Sì, è vero che pochi sono stati ad Essen, perché ci vanno sempre gli stessi… Quest’anno c’erano, oltre ai soliti Sander, Arnold, Sorensen, Tetrault, Buchta, anche Spah, Wenger (chissà perché spacciata per ecuadoregna). Il mondiale ha un proprio fascino, innanzitutto perché inserito in un contesto inimmaginabile per chi non c’è stato: un’intera fiera dedicata al gioco, per cinque giorni, con una moltitudine di gente (si parla di 150.000 presenze), non di ragazzi, ma di famiglie, adulti, donne, bambini, e giochi, giochi, giochi.

Per quanto riguarda il campionato in sé, mi è piaciuto di più nel 2003, quando quasi tutti abbiamo pernottato nello stesso albergo, potendo socializzare già prima del torneo, mentre quest’anno ci siamo incontrati direttamente al torneo, pertanto l’ambiente era un po’ più “freddo”. Ma voglio anche qui raccontare un aneddoto.

La finale è stata dominata dal finlandese Nuopponen, che con molta fortuna ai dadi si è portato subito in testa e non c’è stato verso di contrastarlo; tuttavia all’ultimo turno di gioco ha giocato due carte sviluppo ed ha vinto… Solo Marco Gilio, il mio compagno di squadra, s’è accorto dell’errore e l’ha segnalato, comunque Nuopponen ha chiuso dopo due giri. Ciò per dire che il clima è teso perché a tutti piace vincere un mondiale, ma le risate non mancano di certo, altrimenti che gioco sarebbe?

Aggiungo che la formula di Essen rispetto a quella di Modena secondo me è decisamente migliore, in quanto la classifica viene stilata in base alle vittorie e in secondo luogo ai punti vittoria ottenuti e che sia i tavoli che l’ordine di gioco sono predeterminati per sorteggio, a rotazione.

 

Una piccola domanda sul regolamento dei tornei ufficiali dei Coloni: c’è qualcosa che non ti piace? Ed inoltre: cosa ne pensi dei tornei di qualificazione provinciali? In merito al regolamento, non ho suggerimenti particolari: da quest’anno si possono utilizzare i porti nello stesso turno di gioco in cui si è costruito, e già questa è una modifica importante; l’unica cosa che cambierei è la regola del 7: eliminare metà delle carte mi pare eccessivo e può condizionare troppo una partita se ti capita 2-3 volte nei momenti fondamentali. I tornei di qualificazione sono necessari, certo, (il mio caso di quest’anno non fa testo), anche se mi piacerebbe che ci fosse un criterio migliore, più ordinato, nel determinare le selezioni.

 

Cosa ne pensi delle espansioni dei Coloni di Catan? Il gioco di carte, francamente non mi piace; i Marinai danno più valore alla lana, e quindi stravolgono la strategia iniziale; Città e Cavalieri invece è il compendio e la forma migliore del gioco.

 

Credi che Catan potrà raggiungere in Italia la fama che – attualmente – ha raggiunto in Germania? Potrà in futuro essere accostato a giochi come Risiko o Monopoli? No, e la mia è una risposta secca e convinta. In Italia manca una cultura ludica; il gioco è accostato al bambino e non, come dovrebbe essere, alla formazione, alla crescita, allo sviluppo mentale. Il gioco strategico aiuta a sviluppare capacità di risoluzione divertendosi, ma la convinzione comune è che un adulto che giochi non è ancora “cresciuto”.

Il Risiko! ed il Monopoli sono fenomeni a sé stanti: quanti di voi hanno giocato almeno una volta a Monopoli nell’ultimo anno? Il Risiko! invece è stato una moda tra gli studenti negli anni ’80, ma ormai non sono in tanti a giocarlo, prova ne è il fatto che a fatica si raggiungono i 30-40 iscritti ad un torneo, in qualunque città, mentre a Milano ai “tempi d’oro” partecipavano in centinaia.

 

Come descriveresti, in 3 aggettivi, il gioco dei Coloni di Catan? Semplice, divertente, socializzante. Se vuoi passare una serata in compagnia di amici è il gioco migliore, dopo Solo, ovviamente.

 

Rodolfo Melogli

Club Coloni di Catan

 

 

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